di Elisabetta Marsonet

La relazione genitori – figli e in modo similare la relazione educatori – ragazzi, mette a grande prova gli adulti che a volte, se non spesso, si trovano di fronte a sfide impegnative.
Queste sfide riguardano sia mantenere una buona relazione con i giovani, sia raggiungere gli obiettivi di disciplina, responsabilità e collaborazione che gli adulti si aspettano da parte dei bambini e ragazzi.

Dalla mia esperienza prima come mamma di un bambino di 11 anni e una bimba di 2 anni e mezzo,  poi  di consulente per le famiglie, ho individuato quelli che possono essere definiti degli  “ottimi obiettivi” che un adulto può avere nei confronti dei giovani che sta educando. Questi obiettivi possono essere riassunti nel crescere dei giovani che siano:

  • felici
  • sani
  • sicuri di sé / fiduciosi
  • collaborativi
  • responsabili

Ma come possiamo raggiungere questi  obiettivi con i nostri ragazzi?

Sembra che nella pratica raggiungere tutto questo non sia sempre così semplice.
Ciò che ho imparato è che a volte credevo di mettere in atto dei comportamenti  corretti, ma il risultato che ottenevo non era quello desiderato.
Di grande aiuto è stato innanzitutto comprendere i comportamenti dei miei figli e poi iniziare a scegliere di relazionarmi con loro in modo diverso.
Questo mi ha permesso di raggiungere una relazione soddisfacente e arricchente tra me e i miei figli e mi permette tutt’oggi di gestire con una buona serenità le problematiche che inevitabilmente emergono.
Per quanto mi riguarda questa è una grandissima conquista, che comunque ha la necessità di essere mantenuta  e monitorata continuamente.

Di seguito propongo alcune domande al fine di permetterci  qualche ulteriore considerazione:

  • Nel rapporto con mio figlio /i giovani, a volte ho l’impressione di non riuscire a gestire bene certe situazioni?
  • A volte accade che mi arrabbio, mi innervosisco? E poi lui si arrabbia con me?
  • Cosa mi aspetto da mio figlio?
  • Come posso aiutare mio figlio a collaborare e ad essere responsabile?
  • Come posso dimostrare a mio figlio che gli voglio bene e lo rispetto?
  • Cosa desidero dal rapporto con mio figlio?

Una breve riflessione sulle nostre risposte ci porta già ad evidenziare le aree, nella nostra relazione adulto – giovane, in cui non ci sentiamo pienamente soddisfatti.

Ad esempio, molto spesso accade che i genitori hanno difficoltà a gestire i cosiddetti “comportamenti scorretti” dei figli.
Ma che cos’è un comportamento “scorretto”?

Possiamo definire “comportamenti scorretti”:

  • Parole o azioni che mancano di rispetto a persone o cose o che ignorano i diritti degli altri
  • Il rifiuto a collaborare, quando il giovane sa come collaborare
  • Il comportamento pericoloso per il giovane o per altre persone.

Ma perché i bambini e ragazzi si comportano male?
E’ normale che noi genitori ed educatori non siamo sempre disponibili, rilassati e sereni nei confronti dei giovani.  Quando questo accade, anche se i ragazzi ci chiedono attenzione in modo corretto, a volte noi non riusciamo a  dare loro l’attenzione di cui hanno bisogno. Ripetere nel tempo questo comportamento porta i giovani a convincersi , in modo del tutto inconsapevole, che per avere la nostra attenzione è necessario che si comportino in modo scorretto.
I giovani sentono che quel comportamento negativo in un qualche modo serve  per avere l’attenzione, anche se negativa, da parte degli adulti.
Questo significa che quando i ragazzi mettono in atto dei comportamenti scorretti è perché si sentono inconsapevolmente “scoraggiati”.

Ma cosa possiamo fare noi adulti per riportare i giovani verso dei comportamenti corretti?
Ciò che permette di  gestire un comportamento scorretto è capire innanzi tutto qual è “l’obiettivo nascosto” di quel comportamento. Ad esempio, quando un ragazzo si comporta in maniera scorretta può avere uno di questi obiettivi:

  • Attirare l’attenzione
  • Dimostrare il proprio potere
  • Vendicarsi
  • Dimostrare che è inadeguato

Per ogni tipo di obiettivo esistono delle specifiche modalità di gestione del comportamento e della relazione da parte degli adulti.
Queste reazioni da parte dei genitori / educatori porteranno il ragazzo a voler scegliere di comportarsi in maniera diversa, funzionale, corretta.
Se ad esempio un ragazzino manifesta ripetutamente di essere inadeguato, che non è in grado di fare un’attività, ad esempio uno sport, è necessario che il genitore continui ad incoraggiarlo e a notare tutti i piccoli progressi che fa fino a quando anche il ragazzo si rende conto che può farcela e che è in grado di mantenere l’impegno preso.

Dalla mia esperienza personale e professionale, ciò che aiuta gli adulti a raggiungere delle relazioni  soddisfacenti con i giovani, oltre a saper gestire i comportamenti scorretti, sono dei comportamenti e degli atteggiamenti costruttivi dei genitori / educatori come:

  • Uno stile genitoriale autorevole, come  ad esempio saper porre dei limiti ai giovani, ma lasciare loro la libertà di scegliere entro quei determinati limiti
  • Insegnare l’importanza delle scelte e delle conseguenze
  • Capire i nostri obiettivi come genitori / educatori nei confronti dei nostri ragazzi: spesso abbiamo degli obiettivi nascosti, come il controllo, che ostacolano una buona relazione con i giovani
  • Capire le convinzioni ed i sentimenti nostri e dei giovani
  • Nutrire la nostra autostima e quella dei ragazzi
  • Saper incoraggiare nel giusto modo nostro figlio e noi stessi
  • Ascoltare e parlare in modo efficace
  • Insegnare ai  ragazzi a collaborare
  • Insegnare una disciplina che abbia senso e porti i ragazzi ad essere respons-abili

Anche se non siamo responsabili per i buoni o cattivi comportamenti dei nostri figli, possiamo essere d’aiuto a loro e a noi stessi, per vivere un rapporto più sereno e in armonia e per crescere insieme.

Elisabetta Marsonet